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Grani antichi – il miglio

È da tanto che non scrivo sul blog.
Non mi piace rendere pubblica la mia vita privata, ma chi mi segue su instagram ha comunque degli aggiornamenti sulla mia vita e può leggere delle condivisioni di pensieri.

Ad ogni modo, ricomincio parlando di un cereale che ha bisogno, come questo blog, di essere utilizzato un pochino di più.

Il miglio!

Un po’ di storia (poi arriva la ricetta)

Il miglio è un cereale antichissimo, è stato uno dei primi cereali ad essere domesticato dall’uomo circa 7500 anni fa. Le sue origini non sono certe perchè ci sono tracce di coltivazioni contemporaneamente sia in Asia che in Africa.
Ma delle sue origini poco ci importa, perchè grazie alle sue caratteristiche di estrema resistenza e adattabilità il miglio si è diffuso largamente in ogni zona del mondo.

Si, anche in Italia!
Prima della “scoperta dell’America” il miglio era un cereale consumato come il mais nel nostro paese!

Una curiosità: il miglio è caratterizzato da una lunga conservabilità, è grazie a questo cereale stoccato nei magazzini cittadini che Venezia, assediata dai Genovesi nel 1378, si salvò dalla morte per fame durante la guerra di Chioggia

Ciò che ammiro del miglio è quello che dicevo prima: resistenza e adattabilità.
È una pianta che non ha particolari esigenze di terreno, si sviluppa anche in campi precedentemente incolti o sassosi, sopporta molto bene la siccità, perciò si ottiene un buon raccolto anche senza interventi di irrigazione.
Oltre a non avere bisogno di acqua, il miglio non necessita nemmeno di particolari concimazioni.

Quanti fertilizzanti e quanto lavoro in meno se si coltivasse più miglio!

Perchè mangiare più miglio

Beh, innanzitutto perchè è buono.
Ma anche la Nutella è buona, ma mangiare più Nutella sappiamo tutti non essere la cosa migliore del mondo.

Innanzitutto è un cereale facilmente digeribile, molto nutriente e naturalmente privo di glutine.
È ricco di sostante minerali come ferro, magnesio, fosforo e silicio, per questo motivo svolge un’azione rinforzante su unghie e capelli (basti pensare che molti integratori naturali per capelli e unghie fragili sono a base di miglio).

In medicina tradizionale cinese il miglio è associato all’elemento Terra. Senza farlo apposta questo post capita a pennello perchè siamo proprio nel pieno dell’elemento terra: secondo la MTC le stagioni sono 5, come 5 elementi. La stagione in più rispetto alla nostra è la tarda estate ed è associata proprio all’elemento terra.
L’elemento terra è legato ai meridiano di stomaco e milza-pancreas.
Uno squilibrio di questo elemento si può manifestare con una sensazione di eccessiva preoccupazione, ansia e le difese immunitarie non sono proprio al loro massimo splendore.
Insomma, mangiare miglio in questa stagione, o nei periodi dove l’ansia fa capolino più facilmente può essere una buona idea!

Come si cucina

Come un qualsiasi altro cereale!
Personalmente mi piace la cottura per assorbimento perchè mantiene più gusto!
Io in un pentolino metto un volume di miglio (che può essere una tazza, mezza tazza, tre tazze o quante si vogliano in base ai commensali), il doppio del volume di acqua e un pizzico di sale.
Metto sul fuoco a fiamma bassa e faccio cuocere per circa 15-20 minuti da quando l’acqua comincia a bollire (se si asciuga troppo aggiungo poca acqua alla volta).
La preparazione molto basic per me è questa: facile, efficace e pronta per essere manipolata in tantissimi modi.

La ricetta – finalmente

Bene, se sei arrivato fino a qui è perchè hai una motivazione molto alta per consumare il miglio.

Oggi ti propongo un’insalata fredda (ma puoi consumarla anche tiepida), come se fosse un’insalata di cous-cous, ricca di sapori e consistenze diverse.

  • 250g di miglio già cotto (come ti ho scritto in precedenza)
  • 150g di edamame già cotti
  • una manciata di olive nere
  • due carote
  • un limone
  • sale, pepe, menta e prezzemolo

Per la salsina:

  • 100g di yogurt di soia
  • 2 cucchiai di salsa tahina
  • avanzo della marinatura delle carote

Per prima cosa tagliare le carote a quadratini piccoli e metterli in una ciotola a marinare insieme a del succo di limone e sale. Lasciarle marinare per almeno un paio d’ore (intanto potete cuocere il miglio, andare al supermercato a prendere gli edamame, o fare quello che vi piace)

Come ogni insalatona che si rispetti, la cosa importante è MISCHIARE come se non ci fosse un domani!
In una ciotola capiente versare il miglio cotto, gli edamame, le olive tagliate a rondelle, le carote scolate dalla loro marinatura (non buttare via il liquido che servirà per la salsina), sale, pepe, prezzemolo e menta (non esagerare con quest’ultima, 4-5 foglioline sono più che sufficienti).

Anche per la salsina la parola d’ordine è mischiare fino a quando gli ingredienti saranno ben amalgamati.

Gustare con gioia ed è tutto!

Nota riflessiva

Ogni volta che mangio il miglio per un momento il mio pensiero va alle cose dimenticate, alle cose messe da parte, alle cose preziose, ma rimpiazzate e sostituite per pura resa economica con cose di minor valore.
Il miglio porta con sè questa storia.

Mangiare miglio è uno dei tanti modi per ricordare che l’uomo ha la tendenza ad accantonare le cose preziose in favore di ciò che è conveniente.
E quando uno si accorge di agire in questo modo ha la possibilità di scegliere se continuare a farlo oppure cambiare.

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