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Terra diatomacea – scrub intestinale e altri benefici

Chi ha mai pensato di bere un bicchiere di terra la mattina per iniziare al meglio la giornata?

La terra in questione è una terra molto speciale: la terra diatomacea o terra silicea.
Questa terra è composta da diatomee, delle alghe unicellulari antichissime, che nel corso dei secoli (tanti tanti secoli), si sono fossilizzate e sono state ridotte a “farina” fino a formare, appunto, questa farina fossile.
Viene chiamata anche terra silicea perchè la parete di queste alghe, oltre ad avere molte sostanze organiche, è principalmente composta da silice.

Ecco, probabilmente ora ti starai chiedendo: ma perchè mi devo bere delle alghe scadute da qualche milione di anni che sono diventate ormai delle mummie polverizzate?

Ottima domanda.

Le ragazze, spesso e volentieri, sono solite farsi dei bellissimi scrub sulla pelle. Lo fanno per asportare le cellule morte, favorire la crescita di cellule nuove e di conseguenza avere una pelle più sana, bella e che svolga perfettamente la funzione di membrana tra la parte interna del nostro corpo ed il mondo esterno.

MA… pochissime persone pensano di fare  uno scrub intestinale!
Eppure avere un intestino pulito e sano è quasi più importante che avere una pelle pulita. Conosciamo tutti il detto “l’intestino è il nostro secondo cervello”, e tutti sappiamo che avere dei villi intestinali puliti, sani ed in forma è una cosa indispensabile per una buona assimilazione dei nutrienti che assumiamo attraverso il cibo.  Colgo questa occasione per aprire una piccola parentesi: in alcuni casi, le carenze nutritive che abbiamo non sono causate da una cattiva alimentazione, bensì da un cattivo funzionamento intestinale.
Ora, ci sono tante teorie su come “pulire l’intestino”: c’è chi fa diete monofrutto, chi diete a base di soli estratti, c’è chi passa direttamente al digiuno; poi ci sono pratiche come i clisteri, il Shank Prakshalana, vari protocolli più o meno complessi di assunzione di prodotti come fibre vegetali, probiotici ecc..

In questo articolo propongo un metodo di pulizia molto dolce e molto efficace!

Per la caratteristica fisica di queste alghe, la terra diatomacea si rivela un ottimo esfoliante naturale; riesce a scrubbare tutto il canale digerente.
Spazza via residui di cibo incrostati ai villi, attira a sè metalli pesanti (è un potente chelante naturale), virus, residui di pesticidi, residui di farmaci ecc.. e viene espulso tutto naturalmente tramite le feci!

I benefici saranno evidenti in poco tempo: se si soffre di gonfiore addominale, esso tenderà a ridursi, migliorerà la regolarità intestinale, ed è un ottimo rimedio se si soffre di candida.

Quanto detto fin ora è una spiegazione dell’azione meccanica della terra diatomacea.

Abbiamo detto prima che questa terra è ricca di silice.

Ma che cos’è e a cosa serve?

Il silicio è un minerale moooolto presente in natura. Nell’uomo si trova in forma organica legato con l’ossigeno e prende il nome di silice.
E’ uno di quegli elementi molto presenti nei corpi dei bambini e man mano che si invecchia, le scorte di silice del corpo umano vengono depauperate.
Nel corpo umano la silice è molto presente nei tessuti connettivi, infatti la sua funzione è proprio la protezione dal processo di degenerazione.
La silice è molto importante per i processi neuro-sensoriali: migliora la conducibilità elettrica e quindi la comunicazione fra cellule. A proposito di cellule, la silice migliora la capacità di trasporto di sostanze all’interno e all’esterno delle cellule (potete immaginare a livello biologico quanto sia importante questa funzione).
Favorisce la formazione di collagene, quindi la pelle ringrazierà a lungo termine, migliora l’elasticità dei vasi sanguigni, fortifica le ossa e protegge dai danni muscolari (questo per gli sportivi).

Nell’alimentazione odierna, ricca di prodotti raffinati, decorticati e molto lavorati, la presenza della silice è molto scarsa. Questo porta ad un invecchiamento precoce della pelle, un peggioramento dello stato di capelli ed unghie, perdita di elasticità dei tessuti e conseguentemente a smagliature, oltre ad uno stato di affaticamento e spossatezza.

 

Per concludere: come assumere la terra diatomacea?
Facile: un cucchiaino da tè sciolto in un bicchiere di acqua, la mattina prima di fare colazione.
Non prenderla 365 giorni l’anno. Bastano dei periodi di assunzione della durata di 3 settimane, ripetuti per 4 volte l’anno.
Magari sfrutta i periodi di cambio di stagione, quanto il tuo corpo è un pochettino più stanco, per avere una carica in più!

Scelte alimentari (e non solo)

Dopo mille inizi e cancellamenti degli inizi, mi trovo davanti al monitor a non avere scritto ancora mezza riga.
Ho un problema: cercare di rendere chiaro e semplice un argomento piuttosto complesso.

Argomento: scelte alimentari! Tema che in questi ultimi tempi, per qualche strana ed oscura ragione, scatena le più grandi e accese polemiche.

 

Ah, piccolo disclaimer: ciò che scrivo sono pensieri PERSONALI; non sto dicendo che siano giusti/sbagliati/sensati/non sensati. Nel totale rispetto di chi ha una visione diversa dalla mia e dell’INDIVIDUALITA’ di ogni persona , non voglio convincere nessuno, indurre conversioni religiose, NE TANTOMENO ESPRIMERE GIUDIZI MORALI. Le parole che stai per leggere hanno la sola funzione di descrivere (per come riesco) la mia visione delle cose.

 

Chi mi conosce, sa bene che non mangio determinate cose: no carne, no pesce, no latte e derivati, no uova.  Potrei usare l’aggettivo “VEGAN”, ma sono cauta nel farlo: in questo caso potrebbe essere fuorviante e anche molto riduttivo, trovo che l’utilizzo di un’etichetta di questo tipo crei troppi confini, e questo non è il mio scopo, almeno in questo momento.

Ho deciso di scrivere questo post a seguito di parecchie domande sul perchè mangio come mangio!

La risposta più immediata e banale potrebbe essere: perchè sento che va bene così!
Ma cerchiamo di approfondire di più la questione.

E’ circapiùomenoquasi un terzo della mia vita che ho cambiato alimentazione, e il tempo ha fatto sì che io riflettessi su parecchie questioni riguardanti questo argomento.

Torniamo alla domanda iniziale: PERCHE’?
Potrei cominciare ad argomentarti le questioni classiche che un vegano medio racconta ad amici, parenti e conoscenti: questioni etiche, ecologiche, salutistiche o addirittura filogenetiche della specie umana, ma che non sento mie al 100%; o meglio, personalmente le sento come dei corollari a qualcosa di più profondo.

Mi spiego!

A chi non è capitato di compiere delle scelte, anche piuttosto importanti come il percorso di studi da intraprendere, cambiamenti nella propria vita sentimentale, lavorativa o intima e personale, in via non del tutto razionale? Ci sono scelte che secondo me esulano (magari solo superficialmente) da una totale comprensione conscia delle motivazioni sottostanti.
Ci sono scelte parzialmente guidate da una parte razionale, ma il peso maggiore è dato da un sentimento e/o una sensazione di un qualcosa di “giusto”, un qualcosa di più profondo che sfugge ai sistemi logici di ragionamento classico a cui siamo abituati, ma non per questo meno forte, anzi. Oggettivamente (sembra un paradosso), parliamoci chiaro: le nostre scelte sono guidate perlopiù dalle sensazioni!

Ecco, la scelta di non mangiare più animali è stata generata da una serie di sensazioni:
Da una sensazione di “amore per la vita”, dal fatto di riconoscere l’unicità di ogni essere e di rispettare questa unicità quanto più possibile. Una sensazione che probabilmente è nata dal semplicissimo fatto di osservare un essere vivente negli occhi. Lo hai mai fatto? Non un semplice sguardo, parlo di un’osservazione più profonda che necessita di qualche istante in più di quel che sei normalmente abituato.
Da una sensazione di “voler prendermi cura di…”. Prendermi cura della Vita (e quindi delle vite) nel miglior modo possibile e con il mezzo di cui credo di disporre: la scelta consapevole delle mie azioni! Una scelta che non riguarda solo il campo alimentare, ma anche quello cosmetico, l’abbigliamento, ecc ecc fino a toccare sfere più personali come il voler essere coerente alla mia moralità.
In passato mi sono chiesta: che diritto ho di decidere della vita di qualcun altro? Siamo esseri umani, e abbiamo millemiliardi di capacità in più rispetto ad un animale, capacità che personalmente, da essere umano, mi sento in dovere morale di mettere a servizio di un magnifico equilibrio che permea questa vita, seguendo il consiglio di Baden-Powell che ha detto: “Cercate di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non l’avete trovato”.
Da una sensazione di “ingiustizia” nel togliere una vita a qualcun altro per nutrirmene quando posso tranquillamente farne a meno: mi rendo conto di vivere in un contesto sociale estremamente agiato nel quale ho la possibilità di scegliere cosa, come, quanto e quando mangiare. Ogni giorno faccio tesoro di questa fortuna e scelgo di nutrirmi nel modo in cui sento di creare meno sofferenza possibile.
La sento anche un po’ come una forma di gratitudine nei confronti di quello che vivo.

Tutte queste sensazioni si attengono alla mia personalissima SFERA MORALE, e qui colgo l’occasione per parlare di etica e morale.
Molti vegani dicono di esserlo per ragioni etiche. Sacrosantissime ragioni alle quali anche io spesso e volentieri mi unisco, ma con la consapevolezza che le questioni etiche variano da contesto a contesto, mentre le questioni morali attengono più ad un qualcosa di personale, un qualcosa di più intimo e difficilmente “relativizzabile” (in questa categoria ci metterei dentro le condizioni da lager di molti animali negli allevamenti intensivi). Ci sono realtà in cui ciò che noi (e per “noi” intendo uomo medio occidentale) riteniamo etico, decade completamente perdendo valore.

Un discorso simile può essere fatto per la questione ambientale. Senza dubbio l’impatto ambientale di un allevamento (specie se intensivo) è devastante, più di quanto lo sia un campo di qualsiasi cosa coltivabile, ma secondo me questo gran dilagare di problemi è dovuto un po’ allo stile di vita assurdo a cui siamo abituati: compra, consuma, spreca, compra, consuma, spreca (compra, consuma, crepa-CCCP) e via così in un loop senza fine; questo non solo in ambito alimentare, dove ogni giorno si buttano via tonnellate di cibo, ma da tutte le parti, per ogni cosa: tra tutte le cose che hai, quali sono quelle che realmente ti servono?
Non sono una di quelle persone che va contro ogni forma di allevamento, anzi, seppur non condivida al 100% mi rendo conto che fin da sempre gli animali sono stati allevati dall’uomo, e probabilmente sarà così per ancora taaaaantissimo tempo. Ci sono realtà in cui l’allevamento è la principale fonte di sostentamento (poi mettiamoci dentro anche le tradizioni, gli aspetti culturali, ecc) e va benissimo così.
Ciò che mi fa rabbrividire sono le condizioni degli allevamenti intensivi, dove l’animale perde completamente la sua dignità, diventando simile ad un oggetto come può essere un detersivo per i piatti.
Sono due modi totalmente diversi di trattare gli animali, per nulla paragonabili, quindi mi fermo qui perchè il discorso diventerebbe troppo lungo.

Analogamente c’è la questione salute. Tantissime persone diventano vegane per risolvere disturbi più o meno gravi, avendo esiti sia positivi che negativi. Ecco, forse è proprio il discorso salute quello che suscita più scalpore, probabilmente perchè è quello che ci tocca più da vicino. In questo campo si dice tutto ed il contrario di tutto: ci sono studi scientifici che dicono una cosa, e altri studi che disconfermano quella cosa.
Non ho nè le conoscenze, nè le competenze per potermi esprimere a riguardo, ma posso dire che non ho mai visto una verità assoluta e monolitica.
Credo che la salute sia un argomento piuttosto complesso, difficilmente trattabile con delle sole argomentazioni di tipo alimentare.

Come dicevo all’inizio, tali questioni le prendo con un po’ di relativismo, apertissima al dialogo, ma consapevole che le opinioni sono tante quante le persone nel mondo (e anche io ho le mie, ma anche in questo caso il discorso si dilungherebbe veramente troppo).

 

In conclusione

Mi piacerebbe solo invitarti a riflettere, in questo caso a riflettere su ciò che stai portando alla bocca, che sia di origine animale, vegetale, aliena o altro ancora: che cosa mangi? Che storia ha? Da dove arriva? Quanti km ha percorso (se ne ha percorsi)? Che cosa comporta il fatto di mangiare quella cosa lì? Che vita ha avuto? Ha generato sofferenza? Quante risorse energetiche sono state utilizzate per produrla? Insomma, poi ognuno si può porre le domande del caso.

Siamo esseri estremamente abitudinari: la maggior parte delle cose che facciamo sono guidate da una sorta di “pilota automatico” interno che spesso ci fa agire senza che noi ci poniamo delle domande sul significato e sulle conseguenze delle nostre azioni (il che può essere sia un pregio che un difetto, l’importante è esserne consapevoli).
Questo pilota automatico ha tante madri: contesto sociale, contesto familiare, contesto educativo, fattori personali ecc..
La cosa importante secondo me è che tu rifletta, ma che rifletta veramente, con la TUA testa e non con la testa del tuo vicino di casa, dei tuoi genitori, del tuo guru del momento o di qualche moda. E mi auguro che queste tue riflessioni, qualunque esse siano, siano seguite da delle azioni quanto più coerenti, nel totale rispetto del tuo essere fisico, psicologico e spirituale, della tua integrità morale, del tuo livello di sensibilità, ma anche nel rispetto di ciò che ti circonda e del bellissimo equilibrio di cui tu fai parte.

 

Ti ringrazio se sei arrivato fin qui, e mi scuso per aver toccato in modo superficiale molti argomenti (ma capiscimi, le cose da dire possono essere infinite)!
Se sei interessato a qualche approfondimento scrivimi perchè mi farebbe molto piacere un confronto.
Buona riflessione!

Stare a piedi nudi

“Sei una persona con i piedi per terra”!
Qualcuno se lo sarà sentito dire. E’ un detto che denota una persona concreta, molto radicata alla “realtà oggettiva”.

Radicata… a proposito di radicamento, ho già citato Lowen in un articolo precedente ; bene il nostro (ormai) amico ha dedicato un intero capitolo al “radicamento” (o “grounding” ,come chiama lui) nel suo libro “La spiritualità del corpo”.
Riporto le sue parole:

[…] grounding o “messa a terra”, ossia il collegamento energetico con la terra. Se un sistema energetico (per esempio un circuito elettrico) non ha la messa a terra, c’è il rischio che un sovraccarico lo travolga e lo faccia saltare. Allo stesso modo gli individui privi di grounding rischiano di essere travolti dalla forza delle sensazioni […] .
Noi esseri umani siamo come gli alberi: radicati al suolo con un’estremità, protesi verso il cielo con l’altra, e tanto più possiamo protenderci quanto più forti  sono le nostre radici terrene. Se sradichiamo un albero, le foglie muoiono; se sradichiamo una persona, la sua spiritualità diventa un’astrazione senza vita.
Alcuni potranno obiettare che gli uomini non hanno radici come gli alberi. Ma, in quanto creature terrestri, noi siamo collegati al suolo con i piedi e con le gambe.
[…] In bioenergetica il termine grounding rimanda al collegamento della persona con la terra, che è la sua realtà fondamentale.

Fortunatamente nel corso dei secoli l’uomo ha inventato le scarpe (che via via sono riuscite ad allontanarsi dalla loro originaria funzione di semplice protezione, assumendo forme più o meno belle, varie utilità in funzione del contesto ecc ecc… diciamo che il range di funzioni che le scarpe hanno assunto si è ampliato nel corso del tempo), utilissime ed essenziali per molte faccende.

Beeelle le scarpe (il 90% delle donne lo sa bene), ma ogni tanto è bene toglierle e viaggiare a piedi nudi.
Più che ogni tanto, sarebbe meglio ogni spesso, ma ognuno fa quel che può.


Viaggiare a piedi nudi apporta tanti benefici alla salute!

Innanzitutto migliora la postura: già il fatto che la maggior parte di noi trascorra il tempo china su una scrivania non è una gran cosa, in più se aggiungiamo il fatto che quando camminiamo usiamo delle scarpe che, per quanto comode (ma spesso usiamo scarpe terribili con suole piattissime o tacchi di discutibile comodità), costringono il piede in una posizione non ottimale all’appoggio e quindi la falcata, la posizione della schiena, del collo, della testa e del corpo in generale ne risentono negativamente, portandoci eventualmente a sentire dei dolori a livello di schiena, collo o anche mal di testa (si, anche il mal di testa può essere frutto di una scorretta postura) .
Quando camminiamo a piedi nudi il nostro corpo assume naturalmente una postura corretta! Non può che farci bene, giusto?

Qualora usassimo delle scarpe da ginnastica supermegaiperultra performanti (ed in alcuni sport come per esempio la corsa è bene usarle), i muscoli preposti alla stabilizzazione del piede e delle caviglie e della gamba ne risentono, si “impigriscono” e possono portare ai malesseri sopra citati.
Quindi sarebbe carino che le persone che si sentono immuni ai problemi di postura grazie alle loro scarpe/solette/aggeggi vari, rivedano un pochino questa posizione (nei limiti del buon senso, ovviamente).

Camminare a piedi nudi fa benissimo alla circolazione sanguigna! Questo è un argomento che riguarda molto le donzelle: problemi come ritenzione idrica, sensazione di pesantezza alle gambe ecc, possono essere causati da delle scarpe non idonee ad un corretto appoggio del piede (tacchi, ballerine o altre cose strane non sono molto amiche della salute dei piedi e delle gambe).
Camminare a piedi nudi favorisce un corretto ritorno venoso e può giovare a questo tipo di problemi.

Migliora le prestazioni sportive. Si, perchè migliorando la postura e non lasciando impigrire i muscoli stabilizzatori, l’equilibrio (e conseguentemente anche la coordinazione, la velocità, la potenza ecc..) del corpo migliora notevolmente e questo non può che far bene alle performances atletiche!
Quindi gente, durante i vostri allenamenti usate le scarpe solo per lo stretto indispensabile!

Inoltre, secondo la medicina tradizionale cinese, nel piede terminano tantissimi meridiani, quindi camminando a piedi nudi riusciamo a massaggiarli un po’ tutti, facendo un enorme favore a tutti i nostri organi interni che ci ringrazieranno funzionando al meglio!

E poi beh, le parole di Lowen sono state abbastanza esaustive, secondo me.

 

Ma al di là di tutto, camminare a piedi nudi la trovo un’attività proprio bella!!
Personalmente mi da un sacco di felicità e soddisfazione: camminare in un prato e sentire il contatto dei piedi con l’erba oppure camminare sulla sabbia (beh, magari non quando è a tremilaottocento gradi) o sul bagnasciuga sono cose bellissime!
Sono momenti in cui me la godo proprio tanto!

Armonia

Lowen diceva:

“É solo nella perfetta armonia tra mente, corpo ed emozioni che possiamo raggiungere un senso di integrità morale e personale, di amore per gli altri e di rapporto col divino. Grazie a questo sublime equilibrio é possibile conseguire quello “stato di grazia” tanto difficile da ottenere nella vita odierna”.

Armonia, equilibrio.. Spesso le persone si focalizzano sullo sviluppo di una (o poche) qualità, concentrandosi, per esempio, di più sullo sviluppo fisico e trascurando quello mentale, morale, spirituale ed impegno sociale; o viceversa mettono più energia nello sviluppo mentale trascurando il resto.. A cosa serve avere un bel corpo se poi non sappiamo pensare, riflettere sul significato delle nostre azioni, delle nostre scelte? E a cosa serve avere un bel cervello se poi non abbiamo un corpo che ci sostiene? C’é una profonda verità nelle parole di Lowen: siamo degli esseri complessi, ed il fatto di non prendersi cura di ogni nostro aspetto é una mancanza di rispetto dei confronti di noi stessi e della meravigliosità della vita, oltre al fatto di non permetterci uno sviluppo sano e completo in questo mondo!