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Emozioni e sentimenti – lettera all’autunno

Da qualche giorno siamo ufficialmente entrati nella stagione autunnale.
Ammetto di non essermene proprio accorta, presa dai miei millemila pensieri e cose da fare.

Distratta!
Ma ora che è arrivato posso scrivergli una lettera.

“Caro autunno,
sei arrivato senza far rumore, o forse ne hai fatto, ma era meno forte di quello che c’era nella mia testa.
Poco importa, sei qui ed egoisticamente ti dico che sei bello.
So che non piaci a molte persone perchè porti con te aria di malinconia: le foglie piano piano diventano più secche e cambiano colore, gli alberi cominciano lentamente a spogliarsi restando nudi. Chissà se loro provano vergogna nel restare completamente spogli davanti a tutto il mondo – forse un pochino si: le loro foglie diventano rosse proprio come le nostre guance prima di cadere a terra per proteggere le radici dal freddo che arriverà.
Anche le giornate, come gli alberi, cambiano. Cambiano per la quantità di luce disponibile, ma non per la quantità di impegni, ad insegnarci che molte cose dobbiamo imparare a farle nonostante il buio (anche quando il buio è dentro di noi).

Autunno, sai dirmi perchè i cambiamenti generano spesso malinconia nelle persone?
Secondo me perchè in qualsiasi forma di cambiamento c’è qualcosa che si deve lasciar andare.
Magari non per sempre, magari è una cosa che tornerà nuovamente come le foglie sugli alberi, ma non sarà la stessa identica di prima.


Ma.. forse la domanda giusta è un’altra: Autunno, sai dirmi perchè alle persone non piace la malinconia?
Questa cosa proprio non la capisco.
Forse perchè viene confusa con la tristezza, e la tristezza si sa, non piace a nessuno!
Non so se hai mai fatto un giro sul web, ma appena smetti di lavorare e arriva il tuo collega Inverno ti consiglio di farlo: è pieno di consigli su come “superare la tristezza”, “trasformare la tristezza”, “combattere la tristezza”, ma ben pochi dicono come viverla pienamente e consapevolmente!
Ma questo non risponde alla domanda.

Secondo me le persone spesso confondono EMOZIONI e SENTIMENTI, specie quando i sentimenti sono così sottili, leggeri e lievemente percettibili come la malinconia (insomma, la malinconia non è una roba così grande e grossa come può essere l’amore).

Quando ci sentiamo malinconici tendiamo ad associare il nostro stato d’animo alla tristezza, ma sono due cose diverse.

Le EMOZIONI riguardano un aspetto istintivo del nostro sentire, sono una cosa molto antica perchè radicata in parti del nostro cervello ataviche. Il loro scopo generale è quello di produrre una risposta specifica a uno stimolo (per esempio se stai camminando per strada immerso nei tuoi pensieri e all’improvviso senti un clacson che ti suona, potresti provare paura).
Le emozioni possono essere misurate oggettivamente (con i limiti della strumentazione e delle conoscenze che fino ad ora abbiamo) dal flusso di sangue, dall’attività cerebrale, dalle espressioni facciali e dalla posizione del corpo.
Le emozioni sono reazioni di valenza affettiva a certi stimoli, che possono essere esterni come un suono, un odore, un oggetto, o interni, come un pensiero o un ricordo. Le emozioni scatenano una serie di risposte ormonali e neurochimiche che producono uno stato di attivazione, spingendoci all’azione.

I SENTIMENTI sono una cosa un po’ più intima e meno “oggettivabile”, ma non per questo meno reali.
I sentimenti generano le stesse risposte fisiologiche e psicologiche delle emozioni, ma hanno una valutazione consapevole incorporata. In pratica coinvolgono la consapevolezza e l’apprezzamento delle emozioni e l’esperienza affettiva che stiamo vivendo.
Detta in parole povere sono delle emozioni con un allegato nostro totalmente personale che dipende da tantissimi fattori: il nostro temperamento, il contesto, le nostre esperienze passate, i nostri vissuti ecc..


L’emozione viene prima ed è universale.
I sentimenti sono associazioni mentali e reazioni a un’emozione e sono personali.
Due persone possono sentire la stessa emozione, ma viverla in modi diversi

Il Prof Baiocchi definisce il sentimento come un’evoluzione dell’emozione: il sentimento è una cosa molto più complessa che può contenere sia l’emozione negativa che quella positiva.

Autunno, scusami se mi sono dilungata in questo spiegone un po’ più noioso e tecnico, ma secondo me è importante che le persone imparino a distinguere queste due cose.
Soprattutto perchè spesso proviamo fastidio nel provare emozioni contrastanti verso una determinata cosa e scegliamo di provarne o una o l’altra, vivendo così esperienze o solo bianche o solo nere.

Il mondo è colorato e tu ce lo dimostri con tutte le sfumature dei tuoi colori.

Caro Autunno, grazie per avermi letta fino a qui.

Ti abbraccio,
Nat. “

Come capire se quello che provo è un’emozione o un sentimento?

Carta e penna alla mano, scrivi in merito a quello che stai vivendo:

  1. Durata – Da quanto dura ciò che stai provando? . Le emozioni sono stati transitori che vanno e vengono in tempi relativamente brevi, per esempio quando ti arrabbi: inizialmente sei arrabbiato forte forte, ma dopo qualche ora (se eri arrabbiato veramente forte, ma se no 20-30 minuti passa) .
    I sentimenti sono più stabili nel tempo, sempre con l’esempio della rabbia: una volta passata può lasciare spazio ad una sensazione di amarezza che dura nei giorni seguenti.
  2. Ordine di apparizione – C’è stao qualcosa prima?. Generalmente le emozioni compaiono prima dei sentimenti.
    Cerca di ripercorrere all’indietro l’evolversi dello stato che stai vivendo.
  3. Intensità – Quanto è forte ciò che stai provando?. Siccome lo scopo delle emozioni è di predisporci all’azione, esse sono molto intense!.
    I sentimenti, avendo anche una componente più “valutativa” sono meno intensi.
  4. Livello di elaborazione – Quanto ci pensi su per esprimerlo?. Le emozioni sono date inconsciamente, generando una risposta quasi immediata, mentre i sentimenti, richiedendo più tempo per la loro formazione, vengono elaborati in modo consapevole.
  5. Grado di regolazione – Quanto riesci a controllarlo?. Le emozioni sono difficili da controllare perché generano reazioni psicofisiologiche automatiche. Per esempio, non possiamo contenere del tutto emozioni come la paura o la gioia, anche se siamo bravissimi a controllarle in qualche modo vengono fuori: battiti accelerati, respiro corto, pupille dilatate. Sono delle reazioni fisiologiche automatiche.
    Le sensazioni invece sono molto più gestibili tanto da non renderle manifeste.

CRESCITA PERSONALE, facciamo due chiacchiere

Questo articolo nasce dall’idea di Valentina Vico (@vale_naturalentamente): una staffetta dove ogni settimana, dieci donne diverse, portano le loro riflessioni su un determinato argomento, nella speranza di stimolare riflessioni, dialoghi e confronti con i lettori.

Oggi si parla di “crescita personale”, un tema che in occidente sta prendendo parecchio piede negli ultimi anni.

Inizio col dare la mia personale e un po’ banale, ma efficace definizione: per me “crescita personale” significa semplicemente sviluppare le proprie qualità al loro massimo potenziale.
Il discorso potenzialmente si potrebbe concludere qui, ma noi facciamo quelli che ora decidono di aprire un mondo!

Facciamo un’analogia!
Prendiamo un seme; per poterlo fare crescere al meglio dobbiamo sapere di che seme si tratta, se è una palma, un baobab, una betulla o un ciliegio (si sa che piantare un baobab in una foresta di betulle non è un’idea definibile come grandiosa).
Per crescere al meglio è di fondamentale importanza conoscere la nostra vera natura; fondamentalmente proviamo a rispondere alla domanda “chi sono io?”.
Senza una risposta adeguata risulta difficile far crescere qualcosa che non si conosce.

Ma proviamo a mantenere, per quanto possibile, uno spirito pragmatico; ci sono delle costanti di cui bene o male tute le piante hanno bisogno: luce, acqua e una superficie su cui crescere.
Per noi umani è uguale, tutti noi abbiamo bisogno delle stesse cose per crescere interiormente, ma ognuno ha percorsi differenti.

La crescita personale, dal mio punto di vista, non è un’opzione, ma una necessità, un impulso innato che ogni essere umano possiede, magari in modo latente o in modo molto manifesto, ma comunque presente.
Ogni azione, ogni scelta, ogni pensiero che facciamo lo facciamo perchè crediamo che questo ci possa rendere felici. Anche gli sbagli!
La crescita personale è uno strumento che ci permette di trovare la felicità che cerchiamo, una felicità a lungo termine, duratura, solida, inattaccabile, una felicità legata molto al senso di soddisfazione personale dovuto ad una perfetta armonia tra quello che pensiamo, quello che sentiamo e quello che facciamo.

Con discreta sicurezza possiamo dire che ognuno di noi decide di intraprendere un percorso di crescita personale per raggiungere un senso di autorealizzazione (tutti noi vogliamo il nostro bene, giusto?); nessuno vuole vivere soffrendo e nessuno vuole vivere una vita dove si sente insoddisfatto!
La maggior parte di noi è abituata a pensare alla crescita personale come qualcosa di esclusivamente individuale e in parte è verissimo: nessuno può crescere al posto nostro!
Però dal momento in cui siamo costantemente in relazione col mondo esterno non possiamo pensare di escludere questo dal nostro percorso di crescita!
Credo sia davvero tanto impegnativo sentirsi pienamente autorealizzati senza tener conto di tutto ciò che ci circonda!

Possiamo agganciarci così al concetto di consapevolezza,
Consapevolezza di chi siamo, consapevolezza di ciò che ci circonda, consapevolezza delle conseguenze delle nostre azioni, consapevolezza di come il mondo ci influenza e consapevolezza di come i fenomeni interagiscono tra loro.
Penso che non ci sia cosa più importante di questa.
Viviamo in armonia quando, ogni giorno, compiamo scelte consapevoli su come viviamo, come ci relazioniamo con le persone, come mangiamo, come impieghiamo il nostro tempo ecc ecc..

E’ importante dire che la consapevolezza può essere coltivata, come tutto.
Lo strumento più efficace è la meditazione!
Grazie alla meditazione si possono affinare le nostre capacità mentali; grazie alla meditazione si possono sviluppare le nostre qualità come la generosità, la gratitudine, l’attenzione, la concentrazione, l’amore incondizionato, l’empatia, la compassione, la saggezza, l’equanimità, la chiara visione della realtà ecc ecc..

La meditazione porta alla consapevolezza, la consapevolezza ci fa crescere e crescendo diventiamo esseri umani liberi di prosperare!